Articoli su Londra

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Cosa vedere a Londra (150 luoghi) Impara l'inglese: archivio di oltre 200 mila testi di canzoni 


A Londra in piazza contro il cambiamento del clima

A Londra in piazza contro il cambiamento del clima

(ANSA) – LONDRA, 3 dic – Circa 5 mila persone sono sfilate in corteo a Londra per reclamare un’azione internazionale contro i cambiamenti climatici. La manifestazione e’ stata organizzata nell’imminenza della Conferenza mondiale di Montreal sul riscaldamento del pianeta, che iniziera’ lunedi’ e alla quale parteciperanno 190 Paesi. Molti dei dimostranti appartenevano a organizzazioni ecologiste. GI (Riproduzione Riservata)

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Gran Bretagna, il vino si vende più della birra

Gran Bretagna, per la prima volta il vino si vende più della birra

LONDRA – Il vino conquista le tavole degli inglesi che, nonostante il tradizionale amore per la birra, nell’ultimo anno hanno preferito al profumo del malto quello dell’uva. Come gli abitanti della del regno unito abbiano cambiato gusto in fatto di alcol lo testimonia un sondaggio realizzato dalla rivista “Marketing” e riportato dal quotidiano inglese “Daily Telegraph”. Secondo i dati pubblicati le vendite di vino nei negozi, nell’ultimo anno, sono aumentate di 368 milioni di euro, e hanno raggiunto un fatturato totale di 2,9 miliardi. Quelle di birra invece sono scese dello 0,7% a 2,6 miliardi di euro. La rivista che ha realizzato il sondaggio sottolinea, inoltre, che il recente successo del vino è dovuto alle nuove strategie di promozione e commercializzazione che hanno fatto conoscere ai britannici l’esistenza di diversi tipi di vino e le loro rispettive qualità. Ma anche la tv ha fatto la sua parte. Serie televisive di successo quali Will & Grace e Friends, per esempio, sono state stata sponsorizzate da grandi case vinicole californiane e australiane, aprendo al marketing del vino nuovi canali di comunicazione. E film come Bridget Jones – nel quale la protagonista rivela il suo amore per lo chardonnay – e Sideways – nel quale vengono ampiamente discussi i meriti e i pregi del pinot nero – hanno dato a certi tipi di vini un valore aggiunto, pur se ideale, che li ha di colpo resi noti, desiderabili e alla moda. Basti pensare che proprio a gennaio, in coincidenza con l’uscita di Sideways nelle sale cinematografiche, le vendite di pinot nero sono aumentate del 22%. “Il vino è entrato a far parte della cultura popolare” in Gran Bretagna, ha dichiarato Drew Barrand della rivista Marketing, sottolineando: “Alla gente prima i vini sembravano tutti uguali, ma ora ne capiscono di più. E’ la bevanda che le classi medie ed alte scelgono”. Che si tratti dell’ennesimo status symbol o della primavera emozionante di un nuovo amore questo ancora non si sa. Quel che è certo però è che ci vorrà ancora molto tempo prima che i britannici, in massa, comincino ad apprezzare in particolare la produzione vinicola italiana. Secondo il sondaggio infatti, nella top 10 dei marchi preferiti dai cittadini del Regno Unito, figurano quattro case vinicole australiane, due californiane, due sudafricane, una cilena ed una britannica, la Stowells, specializzata nella vendita di vini di tutto il mondo. Tuttavia, in questo boom, forse perché non economicamente capaci di sostenere grandi sponsorizzazioni, i vini italiani hanno un piccolo gruppo di estimatori nel Paese. (23 agosto 2005) http://credit-n.ru/blog-listing.html http://credit-n.ru/offers-zaim/migcredit-dengi-v-dolg.html

7 Luglio 2005

L’attacco a Londra

La capitale britannica cerca di tornare alla normalità: aperte quasi tutte le linee del metro, regolari i mezzi di superficie. Siamo scossi, increduli, spaventati e abbiamo poche parole per commentare quello che è successo. Tutti si aspettavano che Londra sarebbe stata uno dei bersagli principali dell’Islam estremista, ma sembrava, via via che passava il tempo, che tutto potesse ricomporsi, in nome dell’intelligenza e non della violenza. Ora il triste risveglio.

Come ha scritto Ezio Mauro sulla Repubblica di oggi, nonostante il fatto che il bersaglio propagandistico evidente di questo attacco erano i capi del G8, resta la sensazione che il vero target e la vera ossessione dei fanatici siamo noi. Una normalità forse ricca, è vero, ma una normalità fatta di attese alla stazione del metrò, l’autobus che arriva, la scala mobile che scende e il vagone del treno che parte, andare al lavoro, entrare a scuola, leggere il giornale: i piccoli gesti quotidiani di ognuno, che collettivamente formano i riti di una cultura comune, di una civiltà condivisa, la banalità invisibile e benefica della democrazia di ogni giorno.

Ed è proprio a questa normalità, per cui si combatte e purtroppo si muore, che il popolo londinese, come si sa formato da 200 popoli diversi, sembra aggrapparsi, non disperatamente, ma appunto normalmente. E allora anche i feriti insanguinati facevano la loro parte, raccontando la tragedia, in modo sobrio, quasi sottovoce, senza farsi battere dall’enorme tristezza, che pure c’è, è presente ovunque. E allora, i pub erano affollati come al solito, e si parlava, si discuteva di quello che era successo.

Oggi, “il giorno dopo” la voglia di normalità è ancora più grande, per dare un messaggio da un silenzio assordante a chi ha cercato di violare questa normalità fatta di migliaia di piccoli gesti quotidiani. Si piangono e si ricordano le vittime, la compostezza non è indifferenza, anzi. Ma si guarda al futuro, a cominciare da oggi. Londra è e vuole essere nel bene e nel male come è sempre stata.

M.S

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Per salvare le civette si schiera Joanne Rowling

Per salvare le civette si schiera Joanne Rowling
di CRISTINA NADOTTI
 
ROMA – Troppe civette tenute in gabbia per emulare Harry Potter, la creatrice del maghetto con gli occhiali scende in campo per difendere gli animali. Joanne Rowling ha diffuso un comunicato stampa sul suo sito, per chiedere ai fan del personaggio culto di milioni di ragazzi in tutto il mondo di non copiare le sue gesta e non tenere in gabbia le civette.

Da qualche tempo, infatti, nel Regno Unito si registra un deciso incremento di vendite di gufi e civette, animali che nei gusti dei bambini hanno sostituito, grazie al ruolo che ricoprono nella serie di Harry Potter, i più comuni canarini, porcellini d’India e simili animali da compagnia.

Tutti vogliono una Edvige, la civetta che fa da messaggero (e compagna) nelle avventure di Harry Potter. Peccato che l’animale che ha reso miliardaria Joanne Rowling, grazie alla sua parte nelle gesta di Harry, Ronnie ed Ermione, sia magico, mentre le civette che i ragazzini inglesi chiudono in gabbia sono povere bestiole costrette in spazi angusti, difficilmente alimentate come si deve.

“Se qualcuno, dopo aver letto i miei libri, ha pensato che un animale può essere felice se lo si chiude in una piccola gabbia e lo si tiene in casa, voglio allora approfittare della mia popolarità per dire a chiare lettere che è sbagliato!” ha dichiarato con decisione Joanne Rowling.

“Le civette e i gufi di cui si legge nei libri di Harry Potter – continua l’autrice – non rispecchiano i reali comportamenti e le preferenze degli animali in carne e ossa. Se davvero si vuole dare espressione al proprio gradimento per questi animali, allora molto meglio sostenere gufi e civette facendo donazioni alle oasi protette in cui vivono. Solo andando a vederli nel loro ambiente si può essere sicuri di assicurare loro una vita felice e sana”.
 

Joanne Rowlings ha pubblicato il comunicato sul suo sito, dopo che esperti di conservazione animale le hanno chiesto aiuto, vista la crescente richiesta di civette che proveniva dai negozi di animali. Nel Regno Unito bastano poco più di 20 euro per portarsi a casa legalmente una civetta, ma sullo sfondo di questo mercato ci sono il bracconaggio, la caccia di frodo e la morte di altre specie di uccelli.

“Alcuni gufi vivono per oltre 30 anni in libertà – ha osservato Gay Christie, del centro di recupero animali selvatici di Beith, nell’ Ayrshire – un periodo molto più lungo di quello che di solito serve a un bambino per stancarsi di loro. Non sono adatti come animali da compagnia, per una civetta o un gufo una vita in gabbia è terribile e prendersi cura di loro in modo adeguato è quasi impossibile per un ragazzino”.

Non è la prima volta che un film scatena la mania degli animali da compagnia: è accaduto con i dalmata dopo “La carica dei 101” e con i pesci tropicali dopo “Nemo”. Ora tocca alle civette, ma la Rowling non ha perso tempo. Questa volta la “Owl mail” , la “posta della civetta”, che ha una sezione speciale sul sito dell’autrice, ha recapitato il messaggio più importante per Edvige, quello per la sua stessa sopravvivenza.

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Vivere a Londra

Non è facile decidere di trasferirsi in una nuova città, in un luogo diverso da quello in cui si è nati e cresciuti e staccarsi dagli amici di sempre e dai familiari. Chi lo fa, prende in considerazione diverse cose, da come si troverà a vivere in un posto diverso, a quali opportunità di vita offre quel posto. Londra, secondo le centinaia di migliaia di persone che ogni anno vi si trasferiscono offre quelle opportunità che non si trovano da altre parti.

Perché? Nonostante la sua sregolatezza stilistica e architettonica, Londra si è mantenuta fino ad oggi come centro di pensiero politico, culturale, finanziario ed economico. Tante altre città d’Europa e del mondo non hanno saputo tenere il passo.

Innanzi tutto per una persona che viene dall’Italia la prima cosa che salta all’occhio è la facilità di inserimento che si ha trasferendosi questa città. Trovare lavoro non è più l’odissea italiana che si era appena lasciata ma risulta molto più semplice che quasi (quasi) non ci si crede.

Questo aspetto è un problema serio. Le ondate di ragazzi che ogni anno si riversavano a Londra, lo facevano per imparare qualcosa, per avere una esperienza più internazionale, sapere un po’ di inglese, che ormai viene richiesto anche per andare al bagno, per staccarsi dalla famiglia italiana iperprotettiva. Ora, da un po’ di tempo le cose sono cambiate. Si assiste sempre di più a una nuova emigrazione di tanti giovani talenti italiani. Persone che sono state lì ad aspettare un lavoro di qualsiasi genere che non arrivava mai, con il tempo che passava inesorabile.

Questo ci rattrista. Amiamo Londra e tutto ciò che la riguarda, e questo sito ne è la testimonianza. Ma vedere e sentire tanti giovani che stanno cercando di nuovo la loro “America” per mancanza di prospettiva e di speranze nell’Italia è davvero triste. Nessuno è più italiano di chi abita all’estero, nessuno ama l’Italia con quella dolce nostalgia di chi non la vede da un po’, con le frasi che si sprecano perché come il sole dell’Italia, come il cibo dell’Italia, come le case, come le donne e gli uomini italiani si dice e si pensa che non ci sia niente.

Ma l’Italia, per quelli che vanno via quasi forzatamente, è nepotismo, è assenza di opportunità, è inserimento nel mercato del lavoro, se va bene, quando ci si sente non più “giovani” , è precarietà, impossibilità di mettersi in proprio facilmente, di farsi dare soldi da una banca per investire su una propria idea imprenditoriale, di farsi dare un mutuo senza dovere impegnare anche le mutande, è vedersi soprafatti tante volte dalla furbizia più che dal merito, dall’arroganza più che dal buon senso.

Londra è una città che attira i giovani per tanti motivi, e i giovani attirano altri giovani e così via. E i giovani creano tendenze e futuro. Ecco, vivendo a Londra si ha proprio la sensazione che il futuro sia sempre vicino e non un miraggio. Perché l’Italia nei pensieri di tanti è come se fosse incastonata nel suo passato e nei suoi più torbidi luoghi comuni?

Vivendo a Londra si sentirà parlare molto l’italiano. E sono italiani che sono orgogliosi di quello che stanno facendo e di quello che hanno creato o stanno creando. In tanti vi diranno frasi quasi identiche del tipo: “In Italia non avevo nessuna possibilità di fare quello che volevo e potevo, qui l’ho trovata.” I percorsi che le persone seguono possono essere anche molto differenti gli uni dagli altri, e ci vuole sempre volontà, umiltà, intraprendenza, ma la sensazione comune è quella di muoversi, finalmente, si seguire una direzione propria invece che essere fermi.

C’è chi ritorna in Italia con un’ispirazione, chi con un buon inglese ed un po’ di soldi, chi con un amore, chi con la schiena forte e c’è anche chi non ritorna affatto. L’importante è non fare troppi paragoni tra un posto e l’altro.

Londra insomma è una città da vivere per vivere, che offre tanto a tutti quelli che hanno piccoli o grandi sogni. C’è da chiedersi solo perché non sia più così in Italia, perché sembra sempre di dover fare più fatica a ritagliarci un nostro spazio e a sognare orizzonti più vasti nel nostro paese, dove non si inventa più niente, e dove ricicliamo senza pensarci le idee degli altri. Londra ti cambia la vita perché riesce a ricreare anche quello che pensavamo dell’Italia da italiani, una nostalgia agrodolce che smussa i difetti del nostro paese quasi trasformandoli in virtù.

M.S

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