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Gran Bretagna: 11enni di oggi meno intelligenti dei ragazzini dei ‘90

Gran Bretagna: 11enni di oggi meno intelligenti dei ragazzini dei ‘90
26/01/2006 10.04.00
(ANSA) - LONDRA, 26 GEN - Le capacita’ intellettive degli 11enni sono diminuite. Rispetto a quelli degli anni ‘90, i ragazzini di oggi sono indietro di 3 anni. Gli autori della ricerca, diretta da Michael Shayer - professore di psicologia applicata al King’s College di Londra - imputano il fenomeno ai nuovi metodi d’insegnamento che preparano gli studenti specificamente per test ed esami all’eccessivo uso del Pc e della Tv, che ha rimpiazzato le attivita’ ricreative tradizionali. I24 (Riproduzione Riservata)
 

Segue on line flussi di denaro per prevedere epidemie

Segue on line flussi di denaro per prevedere epidemie
 
di Patricia Reaney

LONDRA (Reuters) - Un popolare sito web che traccia la circolazione geografica del denaro potrebbe fornire nuove intuizioni per prevedere la diffusione di infezioni come l’influenza aviaria.

Il denaro, come le malattie, è portato dalla gente in giro per il mondo, dunque non c’è migliore modo di seguire la diffusione di una possibile pandemia di influenza che quello di seguire la circolazione dei dollari, hanno concluso alcuni studiosi.

Un gruppo di ricercatori in Germania e negli Usa hanno dunque iniziato a sviluppare un modello matematico dei viaggi umani che possa essere usato per tracciare la diffusione di future pandemie.

“Ci sono alcune regole generali che governano i viaggi umani e che possono essere usate per sviluppare una nuova classe di modelli per le malattie infettive”, ha detto il dottor Dirk Brockmann, un medico dell’Istituto tedesco Max Planck per la Dinamica e l’Autorganizzazione, che ha sede a Gottinga.

Gli esperti sanitari temono che la variante altamente patogena del virus H5N1, che ha provocato la morte di almeno 82 persone in sei paesi dal 2003 a oggi, possa trasformarsi in un’infezione che si trasmette facilmente tra gli umani, favorendo una pandemia.

“Ora possiamo immergerci nei campi di variabili che a nostro avviso si applicheranno all’influenza e poi simulare una pandemia che si diffonda attraverso l’Europa e vedere cosa succede”, ha detto Brockmann, che mercoledì scorso ha pubblicato un articolo sulle sue conclusioni sulla rivista specializzata Nature.

Oltre a fornire intuizioni su come si diffonderebbe una infezione, modelli matematici e simulazioni computerizzate possono contribuire a sviluppare misure per combatterla, ha aggiunto il ricercatore.

Il movimento umano è la principale causa di diffusione di malattie infettive, ma con il viaggio moderno, che comprende spostamenti in nave, aerei, treni e altri mezzi di trasporto, è virtualmente impossibile compilare un insieme comprensivo di dati sul movimento.

Gli scienziati hanno analizzato le informazioni del sito www.wheresgeorge.com, un sistema che traccia online i movimenti di denaro. Gli utenti, che per la maggior parte scrivono l’indirizzo del sito sulle banconote che usano, si registrano sul sito e seguono le tracce del loro denaro dopo averlo speso.

Sul sito sono state registrate circa 50 milioni di banconote, secondo Brockmann.

Le informazioni provenienti dal sito hanno consentito al ricercatori di sviluppare una teoria matematica sul comportamento umano del viaggio.

Quando gli studiosi hanno raffrontato i loro risultati coi flussi di reti di aviazione negli Usa, hanno scoperto che c’è una correlazione molto stretta.

“Si tratta di una stima molto buona sui viaggi umani”, ha detto Brockmann. “Le cose che abbiamo osservato negli Stati Uniti potrebbero essere valide anche per l’Europa o il Canada. Se così fosse, potremmo sviluppare un modello per la diffusione di malattie infettive che possa rivelare le caratteristiche universali delle moderne pandemie”.

 

Frutta e verdura per prevenire l’ictus

Frutta e verdura per prevenire l’ictus
 
Frutta e verdura non dovrebbero mancare sulle nostre tavole se si vuole aiutare l’organismo a prevenire gli ictus. Uno studio condotto presso la St. George’s University di Londra, ha evidenziato che il rischio ictus può essere ridotto fino al 26% mangiando almeno cinque porzioni di frutta e verdura durante il giorno e anche con quantitativi inferiori si possono avere dei benefici, già con tre porzioni si riducono i rischi dell’11 %. I risultati di questa meta-analisi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica inglese Lancet.

Medici e nutrizionisti concordano sul fatto che alimenti come frutta e verdura dovrebbero essere sempre presenti nella dieta di tutte le persone. Precedenti studi avevano già associato questi alimenti con una diminuzione del rischio di ictus ma mai in maniera definitiva e sempre con alcune riserve.

Se si considera che l’ictus è la terza causa di morte e la prima per disabilità a livello mondiale, poter dare un valido consiglio di prevenzione, riconosciuto definitivamente a livello scientifico, è stato l’obiettivo prefissatosi dai ricercatori.

La ricerca ha impegnato uno staff dell’University of London, coordinato da Feng He, in una vasta analisi che ha riesaminato i datti relativi a otto precedenti studi riguardanti il consumo di frutta e verdura e rischio-ictus. Il totale dei casi clinici era notevole e variegato, riguardavano persone di vari paesi di Europa, Usa e Giappone, e su 257.551 individui esaminati 4917 avevano avuto un ictus.

Il datti raccolti hanno evidenziato che l’incidenza di ictus è più alta in quelle persone che non consumano frutta e verdura o ne consumano meno di tre porzioni al giorno. Al contrario il rischio diminuisce dell'’11 % nelle persone che consumano mediamente tre razioni giornaliere e addirittura del 26% nei casi in cui se ne consumino almeno cinque.

I ricercatori spiegano che attualmente il consumo medio di frutta e verdura giornaliero e di tre porzioni, secondo quanto emerso dall’analisi il quantitativo consigliato minimo dovrebbe essere portato almeno a cinque o più porzioni.

Se si considera che la dieta è uno dei fattori di rischio più facilmente modificabili al fine di migliorare la prevenzione di determinate malattie, bisognerebbe sensibilizzare le persone sin da piccole a una corretta alimentazione. Bisogna anche considerare che un aumento di vegetali nella dieta e una diminuzione di altri alimenti come la carne, oltre a ridurre significativamente l’incidenza di ictus e patologie cardiovascolari previene la formazione di numerose forme tumorali.

 

Da Stress cronico rischio di diabete

StressDa Stress cronico rischio di diabete
Tratto da Il Pensiero Scientifico Editore
25/01/2006 9.42.00

Lo stress cronico sul lavoro può far ammalare e dietro l’angolo ci sono malattie quali la sindrome metabolica, un insieme di fattori che predispongono fortemente a rischio cardiovascolare e diabete adulto. È quanto evidenziato da un’indagine di Tarani Chandola, del Department of Epidemiology and Public Health, presso lo University College di Londra. Il lavoro, che ha coinvolto 10.308 lavoratori tra i 35 e i 55 anni tenuti sotto osservazione per 14 anni, è apparso sul British Medical Journal.

Lo stress cronico sul posto di lavoro è stato più volte additato come un nemico della salute, con alcuni studi che addirittura lo hanno messo in relazione, ma senza capirne veramente i motivi di fondo, con problemi cardiovascolari. Da questa ricerca potrebbe ora arrivare la spiegazione biologica e quindi anche l’evidenza conclusiva del fatto che condurre una vita professionale molto stressante fa ammalare.

Gli esperti hanno considerato il campione di lavoratori stimando a più riprese il loro livello di stress lavoro-dipendente e poi li hanno visitati stimando vari fattori che sono componenti della sindrome metabolica, quali obesità, pressione alta, livelli alti di colesterolo nel sangue.
Per valutare tutti i fattori potenzialmente legati alla sindrome metabolica gli epidemiologi hanno anche tenuto conto di posizione sociale e comportamenti non salutari sposati dal campione, come il vizio del fumo, il consumo di alcolici, la sedentarietà.

Pur tenendo conto di questi fattori è emerso che gli uomini con lavori che rappresentano una fonte cronica di stress sono il doppio più a rischio di ammalarsi di sindrome metabolica e le donne ancora più degli uomini. A rischiare di più sono gli individui con impieghi di basso livello, confermando il dato che la sindrome metabolica è una malattia diversamente distribuita nei diversi strati sociali e che colpisce soprattutto quelli più bassi. Una possibile spiegazione di questo legame nefasto tra stress lavorativo e malattia potrebbe essere che lo stress prolungato compromette il sistema nervoso.  Alternativamente lo stress cronico potrebbe ridurre la resistenza biologica e quindi compromettere l’equilibrio fisiologico del corpo. Questo studio, hanno concluso i ricercatori, fornisce evidenza della plausibilità biologica del legame tra stress e malattie cardiache.

paola mariano

 

Londra, arriva il test della fertilità

Test FertilitàLondra, arriva il test della fertilità

(ANSA) LONDRA, 25 GEN- Per testare i tempi di scadenza della fertilita’ femminile non sara’ piu’ necessario recarsi dal ginecologo, bastera’ un semplice kit da casa. Un nuovo prodotto farmaceutico che predice alla donna la sua possibilita’ di concepimento nell’arco di 2 anni e’ stato messo a punto dall’ Universita’ inglese di Sheffield ed e’ pronto per il lancio sul mercato. Il ‘Plan Ahead test’ tiene sotto controllo la possibilita’ di concepimento attraverso un indicatore di fertilita’ che misura la quantita’ di ovuli.

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