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Londra: non saranno incriminati agenti che uccisero Brasiliano

Londra: NON SARANNO INCRIMINATI AGENTI CHE UCCISERO BRASILIANO
(AGI/AFP/REUTERS) - Londra - Non sara’ incriminato nessuno dei poliziotti inglesi che un anno fa parteciparono all’azione in cui fu ucciso Jean Charles de Menezes, il ventisettenne elettricista brasiliano scambiato erroneamente per un kamikaze. Lo scrive la stampa britannica che anticipa la decisione che sara’ annunciata lunedi’ dal Crown Prosecution Service (Cps), la procura generale di Sua Maesta’. Dopo aver studiato la dinamica dei fatti, il pm ha scelto di non portare in giudizio singoli agenti bensi’ la Metropolitan Police londinese come istituzione, ma solo per violazione delle normativa per la sicurezza sul lavoro. Menezes fu ucciso nel sud di Londra, nella stazione della metropolitana di Stockwell, all’indomani del fallito tentativo di replicare gli attentati suicidi che avevano sconvolto la capitale britannica il 7 luglio.
   A gennaio la commissione indipendente che ha indagato sul caso, l’Independent Police complaint commission (Ipcc), aveva trasmesso alla procura il suo rapporto conclusivo e, secondo quanto riferito dalla Bbc, aveva raccomandato l’incriminazione dei due agenti che spararono e della dirigente responsabile dell’operazione, Cressida Dick.
   L’Independent ha riferito che la famiglia di Menezes presentera’ ricorso contro il mancato rinvio a giudizio degli agenti che aprirono il fuoco. “La famiglia vuole un’incriminazione degli agenti per omicidio colposo o volontario, questa e’ l’unica decisione che accettera’”, ha affermato Jasmin Khan, il portavoce della campagna avviata dai familiari per ottenere giustizia. Suona tra l’altro come una beffa che l’unica preoccupazione del procuratore sia per la sicurezza degli agenti coinvolti. Il portavoce non ha escluso la possibilita’ che la famiglia dell’elettricista possa intraprendere un’azione legale privata contro i poliziotti responsabili.
   Il caso aveva causato quasi una crisi diplomatica tra il Brasile e la Gran Bretagna, anche perche’ dalle indagini era emerso che le ricostruzioni iniziali secondo cui Menezes indossava un giubbotto sospetto e avrebbe scavalcato i tornelli di accesso alla stazione si erano rivelate false.
   Il Cps no ha voluto commentare l’anticipazione dei giornali inglesi prima dell’annuncio della decisione. (AGI)

Londra, una polizia per i social network

Londra, una polizia per i social network

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Il pericolo che corrono i minorenni in rete che si affidano ai servizi di comunità sempre più diffusi sarebbero troppo alti per restare a guardare. Genitori e docenti sul piede di guerra

Londra - Il tarlo della pedopornografia e lo spettro degli assassini seriali hanno indotto il governo britannico a lanciare un programma d’investigazioni su una celebre comunità virtuale frequentata da minorenni, Bebo.com. Secondo gli inquirenti, i minori potrebbero avere utilizzato Bebo.com per esporre troppe informazioni personali, esponendosi così a numerosi pericoli: maniaci sessuali, rapitori, pedofili.

L’agenzia speciale antipedofilia di Londra è stata informata di questa situazione soltanto negli ultimi tempi, si apprende dal The Guardian. Il ruolo dei genitori, sostiene il quotidiano, è stato fondamentale: messi in allerta dai resoconti della polizia, che parlano di un’Internet britannica popolata da almeno 50mila maniaci, hanno iniziato ad inondare di lettere il Child Exploitation and Online Protection Centre.

In base ad alcune stime ufficiali, il 61% dei giovani tra 13 e 17 anni utilizza servizi di social networking, da Facebook al celebre MySpace. Proprio tra utenti MySpace, ad esempio, si sarebbero verificati spiacevoli episodi di stupri e violenze ai danni di giovani donne americane: episodi che hanno provocato reazioni di panico su scala planetaria, soprattutto tra gli insegnanti.

La maggior parte degli studenti delle scuole dell’obbligo, infatti, utilizza spesso la connessione dell’istituto scolastico per passare il tempo su queste comunità digitali. È il caso di Linda Wybar, una giovane professoressa di una scuola femminile che ha scoperto particolari sorprendenti riguardo alle attività online delle proprie alunne.

Circa 700 ragazze in piena età adolescenziale, dai 13 ai 17 anni, avevano aderito a Bebo.com mostrandosi in foto seminude oppure in biancheria intima. Particolari “indecenti” che hanno spinto la Wybar ad esporre denuncia: “Le ragazze raccontano troppe informazioni riguardo al loro conto e soprattutto includono questo tipo di immagini, che praticamente sono erotiche: tutti elementi che le espongono a potenziali pedofili”.

Jim Gamble, il capo dell’agenzia antipedofilia britannica, è stato intervistato dal Guardian ed ha sottolineato che “i social network sono l’ultima tendenza, sono il nuovo modo che permette ai giovani d’incontrarsi e fare conoscenza”. Gamble non vuole generalizzare e parla dei social network come di “buone opportunità per i minori, esattamente come stare ai giardinetti: l’unica differenza è che su Internet non ci sono insegnanti, poliziotti o genitori che tengono d’occhio la situazione”.

Poche settimane fa, l’opinione pubblica della Gran Bretagna è stata “svegliata” dalla condanna ad otto anni di reclusione per un pedofilo che adescava le vittime attraverso Internet. Da quel momento, l’attenzione della stampa e delle associazioni civili nei confronti dell’uso dei mezzi di comunicazione interpersonali è cresciuta con intensità sempre maggiore.

 

Il capo di Scotland Yard rischia l’incriminazione

CASO MENEZES
 
Il capo di Scotland Yard rischia l’incriminazione
 
Sul brasiliano ucciso nel metrò di Londra il giorno dopo il fallito attentato islamico perché scambiato per terrorista aperta un’inchiesta 

 LONDRA, 4 giugno 2006 - Sir Ian Blair, il capo di Scotland Yard, rischia di essere incriminato per la morte di Jean Charles de Menezes (nella foto), il brasiliano ucciso il 22 luglio scorso da agenti della Metropolitan police in una stazione della metropolitana di Londra perché scambiato erroneamente per un terrorista.

E’ quanto si apprende dall’edizione digitale dell’Observer, che cita fonti vicine al Crown Prosecution Service (Cps), l’istanza giudiziaria che sta esaminando il rapporto stilato dalla Independent Police Complaints Commission - la Commissione indipendente della polizia - su quanto accadde nella stazione di Stockwell il giorno dopo il secondo e fallito attentato nelle metropolitane della capitale britannica del 21 luglio.

Secondo le stesse fonti il Cps starebbe considerando l’ipotesi di aprire un procedimento legale a carico di Sir Ian e di altri due alti funzionari di Scotland Yard che quel giorno erano responsabili dell’operazione, che potrebbe portare alla loro incriminazione per omicidio per grave negligenza.

Blair e i vertici di Scotland Yard sono accusati dalla famiglia del giovane brasiliano anche di aver voluto insabbiare la verità.
 

Londra, polizia ferisce un uomo durante blitz anti-terrorismo

Londra, polizia ferisce un uomo durante blitz anti-terrorismo

LONDRA (Reuters) - La polizia britannica ha ferito un uomo e ne ha arrestato un altro durante un blitz antiterrorismo all’alba di oggi in un appartamento nella zona est di Londra.

Scotland Yard ha scritto in un comunicato che la polizia ha aperto il fuoco dopo che gli agenti, insieme ad una unità di artificieri, avevano avviato un’operazione pianificata in base alla legge antiterrorismo britannica.

“Durante l’operazione, la polizia ha sparato ad un uomo, che è stato trasportato in un vicino ospedale”, si legge nella nota.

Al momento non vi sono dettagli sul ferito o sul perché si sia reso necessario l’intervento della polizia. Un ragazzo di 23 anni è stato arrestato.

Le ferite riportate dall’uomo non sono tali da metterne a rischio la vita, riferisce la commissione indipendente della polizia alla quale è stato deferito il caso.

La polizia ha precisato che l’operazione non era legata alle indagini sugli attentati dello scorso luglio a Londra, costati la vita a 52 persone.

Nelle settimane successive agli attentati, la polizia ha ucciso il brasiliano Jean Charles de Menezes su un treno della metropolitana scambiandolo per un attentatore suicida.

 

Capo di Scotland Yard registrava di nascosto telefonate

Capo di Scotland Yard registrava di nascosto telefonate 
 
LONDRA (Reuters) - Il capo della polizia londinese, già sotto pressione dopo l’assassinio per errore di un sospetto attentatore suicida, è oggi al centro di una polemica dopo che il suo ufficio ha ammesso che avrebbe segretamente registrato una telefonata con il consigliere giuridico del governo.

Sir Ian Blair, a capo di Scotland Yard, avrebbe anche registrato le telefonate avute con i membri della commissione incaricata di indagare sull’omicidio del brasiliano Jean Charles de Menezes, ha riferito la polizia londinese nel fine settimana.

Un portavoce di Scotland Yard ha dichiarato che Ian Blair avrebbe le cassette di una conversazione col Procuratore Generale Peter Goldsmith risalente a settembre e avrebbe registrato anche le chiamate fatte ai membri della Commissione indipendente per i reclami sulla polizia, un’authority finanziata dal governo che sta indagando sulla condotta di Blair dopo l’omicidio di de Menezes a luglio.

Alcune associazioni dei diritti umani e un membro della Commissione indipendente sulla polizia londinese hanno già chiesto le dimissioni di Blair.

Ian Blair, 52 anni, laureato ad Oxford, è alla testa dei 30.000 poliziotti londinesi di Scotland Yard dallo scorso febbraio. Secondo la legislazione britannica, è legale registrare telefonate per uso personale. Una registrazione viola la legge solo se viene ascoltata da una terza persona.

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